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venerdì 24 luglio 2015

Perché dico addio a Facebbok

Quando ho creato questo blog l'ho inteso come luogo su cui pubblicare le mie creazioni, mostrarvi quello che mi piace per dare spunti ed idee su tanti argomenti ma anche per lasciare scritti i miei pensieri ed oggi vi voglio spiegare perché ho scelto di abbandonare Facebook.

Ho deciso di disattivare il mio account mesi fa, ed in questi mesi di assenza ho riflettuto sull'uso che si fa di questo social network.

Innanzitutto la mia decisione di andare via è frutto di una moltitudine di ragioni, per primo la rottura di scatole nel ricevere troppi messaggi di ogni genere, leggere anche di sfuggita status e condivisioni che non condivido e di conseguenza non perdere tempo, ecc.

Non me ne vogliano le persone che conosco da una vita e si ritengano fuori da questo discorso perché sapete benissimo che per me leggervi-sentirvi-vedervi mi fa solo che piacere.

Mi fa ridere e al tempo stesso dispiacere sapere che MOLTE e sottolineo MOLTE persone abbiano ritenuto che l'essere sparita da FB dipendesse dal fatto di averle bloccate chissà per quale motivo, alcune me l'hanno sinceramente rivelato altre hanno solo sputato veleno. Vi chiedo: ma siete impazziti? Non penso sia necessario uno psicologo per accertare un alto livello di egocentrismo in questo comportamento.

Ecco che ho avuto la certezza di ciò che pensavo quando usavo questo social network ma che soprattutto non usandolo ho capito. Quasi tutti (e sottolineo quasi) sono su Facebook per mettersi al centro dell'attenzione, ed anch'io in passato l'ho fatto sicuramente ma per fortuna me ne sono resa conto.
Intendo dire che quando pubblicano una battuta, una foto, un discorso sulla politica, un pensiero riguardo al meteo o altro è solo per effetto dell'egocentrismo-narcisismo-vittimismo, a seconda dei casi, che spesso si traduce in paranoia e falsità estrema.

Ricercare costantemente "like" su foto, status e commenti è la traduzione del loro bisogno di sentirsi dire che sono bravi, belli, intelligenti, simpatici, divertenti... In poche parole far alzare la loro autostima che sicuramente è pressoché scarsa.

Anche mandare milioni di messaggi spesso di ridotto contenuto o essere sempre online ad aspettare un messaggio deve sicuramente farvi riflettere (per chi lo vuole fare ovviamente).

Casi disperati riguardano i fidanzati e i mariti in cerca di avventure, e ci sono pure le varianti femminili ma ho conosciuto solo i primi per ovvi motivi. Stendiamo un velo pietoso e se qualcuno mi sta leggendo che gli vengano 5 minuti almeno di vergogna.

Parliamo anche del vittimismo che dilaga tra le condivisioni, o gli allarmismi, o ancora le imprecazioni contro qualcuno o qualcosa?

Oppure scrivere sulle bacheche delle persone che non ci sono più è qualcosa di assurdo che va ben oltre il dolore o un ricordo sincero che può, anzi deve assolutamente capitare quando si perde una persona importante ma non deve sconfinare nello spettacolo e la voglia di apparire.

Vogliamo parlare anche delle banalità della maggior parte dei commenti/status, delle citazioni che ormai si scrivono giornalmente o delle polemiche che si scatenano?

Parliamo dei componenti della stessa famiglia che si scrivono sulle bacheche "ti voglio bene", "ti amo" pubblicamente magari stando collegati su due computer a 10 cm di distanza. E' sempre e solo voglia di mettersi al centro dell'attenzione.

Io ci ho riflettuto molto e andarmene so che porterà ad avere forse meno "contatti" con le persone ma sicuramente una vita più reale, pensieri reali, serenità, creatività e autostima.

Facebook servirebbe se si utilizzasse per far girare notizie vere, informazioni... Ma dove sarebbe la novità? C'erano già i giornali. Servirebbe per condividere le vostre creazioni, spiegare ciò che sapete fare per insegnarlo anche agli altri, far conoscere un libro, una canzone, condividere un evento sensato. In quanti lo fanno??! Pochi.

Nel 2015 non possiamo permetterci di avere poco cervello o di gestire la nostra vita e il nostro umore attraverso Facebook.
Ad un futuro migliore ci ho sempre creduto, da quando ero bambina e ci credo ancora.
Spero di avervi dato qualche spunto di riflessione e… alla prossima!

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